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Articolo 14: una misura per l'inserimento lavorativo

Articolo 14: una misura per l'inserimento lavorativo

Facilitare l'inserimento lavorativo di persone con disabilità, attraverso una convenzione stipulata tra le aziende e le cooperative sociali di tipo B. È questo l'obiettivo dell'articolo 14 del decreto legislativo 276 del 2003, la cosiddetta Legge Biagi.

In pratica, questa misura consente alle aziende con più di 15 dipendenti (tenute ad assumere lavoratori appartenenti alle categorie protette) di adempiere all’obbligo affidando una commessa a una cooperativa sociale di tipo B. La cooperativa assume la persona tramite una commessa stipulata con l'azienda e costruisce con l'azienda stessa un inserimento protetto.

Su questo articolo 14 ha investito negli ultimi anni l’Agenzia Mestieri - Milano 4, che con il suo lavoro ha promosso questo strumento a livello territoriale e ha aiutato le cooperative di CFP che finora non avevano mai sperimentato questa possibilità sia nella costruzione della commessa dell'azienda, sia nella selezione delle persone. In particolare, nell'ultimo anno «abbiamo implementato il numero di inserimenti lavorativi nelle cooperative B di Consorzio Farsi Prossimo utilizzando lo strumento dell’articolo 14 – spiega Katia Salemi, responsabile di Mestieri - Milano 4 –. Nel 2025 abbiamo iniziato a lavorare con questa misura anche con Vesti Solidale e Sammamet, per cui è stata un'esperienza nuova, con cinque persone inserite e altre che stanno per iniziare questo percorso».

Il lavoro dell’Agenzia non si limita all’incrocio tra domanda e offerta. Segue i colloqui, costruisce i rapporti con le aziende, attiva i contratti, accompagna cooperative e lavoratori nella fase più delicata, quella dell’ingresso in un contesto produttivo. Le competenze che mettono in campo le e i professionisti di Mestieri sono importanti quando si ha a che fare con lavoratori con fragilità.

Nell’impianto di Vesti Solidale per lo smontaggio delle apparecchiature elettroniche a Cinisello Balsamo, l’articolo 14 si è tradotto in una collaborazione con un’azienda per cui la cooperativa svolge servizi di ritiro rifiuti e consulenza ambientale.

Da qui è nato il percorso di Alberto, ora ventenne, inserito nello smontaggio di apparecchiature elettroniche. È formalmente pagato dall’azienda, ma lavora ogni giorno in cooperativa. Alle spalle ha una situazione familiare complessa, la scuola interrotta e un periodo di forte chiusura in casa. Era già seguito da un educatore della coop Farsi Prossimo nel suo percorso di ripresa verso una vita autonoma e aveva bisogno di un ambiente protetto per riattivarsi.

«Quando è arrivato era molto agitato, c’era molta ansia – racconta il responsabile Gabriele Sarzana. – All’inizio ci siamo coordinati molto con l’educatore, con un confronto continuo. Poi, piano piano, ha preso fiducia». A quasi un anno dall’avvio chiede di aumentare le ore e preferisce continuare a lavorare. «Forse un domani tornerà a studiare, ma adesso questo è il passo giusto».

Anche in questo caso Mestieri ha curato tutta la parte amministrativa e di accompagnamento, dal primo colloquio fino all’attivazione del contratto. Oggi la cooperativa ha già un’altra persona inserita nella segreteria dell’impianto di Rho e sta valutando nuovi percorsi. «L’articolo 14 è una strada molto utilizzata, ad esempio per le pulizie, ma può funzionare anche dentro contesti produttivi come il nostro. Collaboriamo con diverse aziende – aggiunge Sarzana – e questo ci permette di ampliare le opportunità di inclusione».

Un’esperienza analoga è partita anche in Sammamet, attiva soprattutto nel settore delle pulizie civili e industriali. Qui gli inserimenti in articolo 14 sono iniziati a gennaio dello scorso anno con quattro persone che svolgono un impiego nel settore pulizie. In questo ramo dell’attività, la cooperativa Sammamet impiega 20 addetti, di cui 8 persone certificate con invalidità. I servizi coprono uffici, spogliatoi sportivi e industriali, parrocchie, teatri, abitazioni private, centri diurni, ambulatori e scuole.

Per la presidente Emanuela Colnaghi lo strumento ha un potenziale importante, che forse non viene sfruttato fino in fondo. «L’ideale di questa legge per me sarebbe che le persone abbiano uno spazio e un tempo, nella cooperativa, per far crescere le proprie competenze e poi entrare in azienda. Ovviamente questo non succede quasi mai, anche perché spesso le fragilità non sono temporanee».

Anche Sammamet si affida a Mestieri per la selezione. «Ci siamo appoggiati sull’Agenzia Mestieri – Milano 4 per individuare le persone da inserire. C’è un buon rapporto, ci conosciamo, loro conoscono bene la nostra realtà e so che le persone che ci propongono sono selezionate per le esigenze della nostra piccola cooperativa».

Tra le lavoratrici che hanno iniziato nel 2025 c’è Giovanna. «Una signora sempre gentile e attenta, precisa. Vive però una grande insicurezza. A volte ha delle crisi e non riesce a uscire di casa, anche se sente il bisogno di lavorare. Noi la supportiamo molto in queste difficoltà e, anche se nella fatica, sta funzionando». Lavora da un anno in un ufficio, con una convenzione attiva fino a fine anno. «Grazie alle condizioni che offre la cooperativa, proprio per la sua peculiarità, le persone che usufruiscono dell'articolo 14 trovano nei nostri contesti delle condizioni di lavoro più sostenibili», aggiunge.

Di recente le è stato affiancato anche un giovane, le cui uniche esperienze lavorative sono stati stage scolastici, desideroso di imparare e di mettersi in gioco. «Vediamo come va l’esperienza, la nostra speranza è di riuscire a farlo crescere e portarlo all'autonomia lavorativa».

L’articolo 14 funziona quando qualcuno tiene insieme relazioni, aziende e storie personali, fondamentale quando si ha a che fare con le fragilità. In questo equilibrio, il lavoro di regia di Mestieri diventa il passaggio decisivo perché l’obbligo di legge si trasformi in un’opportunità reale di inclusione.