«Sono in molti a denunciare le crepe preoccupanti del sistema sanitario, dell’organizzazione della sanità, del dovere di assicurare il diritto alla salute.
Certamente non si può tacere il merito di persone e istituzioni sanitarie che assicurano prestazioni di eccellenza. Non è raro incontrare chi confida gratitudine e sorpresa per l’attenzione ricevuta, per la competenza sperimentata, per la sollecitudine personalizzata. Né si deve ignorare che talora la paura di essere ammalati e la pretesa di essere guariti esercitano una pressione sul personale sanitario che giunge fino alla violenza.
E tuttavia le liste di attesa, la dilatazione insopportabile dei tempi, il privilegio accordato a chi ricorre alla sanità privata a pagamento sono aspetti inquietanti. Il privato profit fa della salute un affare. Il privato non profit in ambito socio-sanitario si sente spesso ignorato e mortificato. Gli ospedali pubblici e le loro eccellenze rischiano di essere screditati.
L’imposizione di protocolli caratterizzati dall’eccessivo affidamento alla tecnica della cura rischia di rimuovere il “prendersi cura” e il farsi carico.
L’indebita identificazione tra “curare” e “guarire” fa sì che ci si dimentichi di prendersi cura di chi non guarisce, e non rende adeguatamente accessibili a tutti le cure palliative.
Ci sono proposte di riforma, orientamenti a una diversa organizzazione, preoccupazioni per la formazione di medici che uniscano la competenza scientifica e tecnologica alla sollecitudine per le persone».
Così l'arcivescovo di Milano Mario Delpini ha denunciato le forti difficoltà che vive il sistema sanitario oggi, nel suo Discorso alla Città 2025 in occasione della festa di Sant'Ambrogio.
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Giovanni Lucchini, presidente del Consorzio Farsi Prossimo e della cooperativa Farsi Prossimo Salute, ha commentato per il sito chiesadimilano.it questo passaggio del Discorso.

